Raffaele Stagnitta Diacono

Venerdì 10 febbraio è stato ordinato diacono il seminarista Raffaele Stagnitta. La celebrazione si è svolta nella Basilica Cattedrale di Acireale ed è stata presieduta dal vescovo mons. Antonino Raspanti, alla presenza di tanti sacerdoti, alcuni compagni dell’Almo Collegio Capranica di Roma, di cui è attualmente alunno, i parenti, gli amici  e tanti fedeli convenuti per la lieta circostanza.

Raffaele ha 27 anni e proviene dalla parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Linguaglossa. Nel 2010 è entrato in Seminario. Nel 2014 è stato inviato a proseguire la formazione a Roma dove ha completato gli studi teologici. Dal 2015 è iscritto al Pontificio Ateneo S. Anselmo per conseguire la licenza in Liturgia.

Con l’ordinazione diaconale, che costituisce il primo grado dell’ordine sacro, Raffaele ha compiuto un decisivo passo verso il sacerdozio. Il diaconato infatti, configura l’eletto a Cristo servo ed egli a sua volta si offre per tutta la vita al ministero nella Chiesa. È per questa ragione che durante il rito sono state poste all’ordinando precise domande sulla volontà di abbracciare gli obblighi del suo nuovo stato: servire il popolo di Dio, annunziare il Vangelo, vivere nel celibato, adempiere alla preghiera, conformare la vita a Cristo. Seguono l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria, che sono il centro del rito di ordinazione.

Nella sua omelia mons. Raspanti ha parlato del ministero del diacono alla luce delle letture bibliche del giorno: il racconto del peccato originale (Gen 3, 1-8) e la guarigione di un sordomuto da parte di Gesù (Mc 7, 31-37). L’uomo corrotto dal peccato – ha detto il Vescovo – è reintegrato dall’azione di Cristo che manifesta la sua salvezza attraverso le guarigioni; egli continua oggi la sua opera attraverso la Chiesa, e in particolare attraverso i suoi ministri, come i diaconi.

A questa grande opera don Raffaele – come va chiamato d’ora in poi – comincia a dedicare concretamente la sua vita. Con la grazia del sacramento e nell’esercizio del ministero egli si prepara al dono grande del presbiterato.

don Alfio Privitera