Campo scuola per adolescenti e giovani

Anche quest’anno il CDV (Centro Diocesano per le vocazioni) ha organizzato per i ragazzi della nostra Diocesi, il campo di formazione spirituale che si è svolto a Fornazzo dall’11 al 16 agosto 2014.

Questo campo si prefigge di assistere i tanti ragazzi che vi partecipano, mediante il padre spirituale del Seminario di Acireale – don Rosario Gulisano – e di orientarli alla vocazione che Dio stesso ha prestabilito per loro, prima della loro creazione.

Fin dal primo momento i ragazzi erano in fervore di iniziare questo campo per una motivazione ben valida, nonché, di riscoprire se stessi nella Parola di Dio e nel confronto con gli altri. La casa “S. Giuseppe padre” che ci ha ospitati è circondata da castagneti, noccioleti e abeti, che permettono a tutti di godere della presenza viva di Dio, in un luogo dove prevalgono il dolce fruscio del vento e il delicato suono frondoso degli alberi.

Tra i temi e le figure tratte dalla Bibbia, ci siamo soffermati sulla vocazione di Abramo (Gn12, 1-9): abbiamo riscoperto che l’obbedienza di Abramo non è un’obbedienza gerarchica, ma un’obbedienza docile, perché egli ha quando ascoltato veramente Dio.

Un altro tema è stata la vocazione di Mosè (Es 3, 1-22). Questa lectio divina è stata presentata dal Vice rettore del Seminario – don Alfio Privitera –, che ci ha spiegato un nuovo significato del nome di Mosè: “non solo colui che è stato salvato dalle acque del Nilo”, ma anche “colui che salva dalle acque”. Successivamente nella lectio divina si è discusso di come Mosè si sentisse uno strumento inadeguato perché vecchio e poco spigliato nel parlare con la gente, e del primo momento in cui Mosè non porta a compimento una missione di cui stesso ne era il fautore (auto-candidatura), ma che dopo si riscatta con il progetto che Dio stesso gli dona, far uscire gli Israeliti dall’Egitto.

La vocazione del profeta Geremia (Ger 1, 1-19) è stata un altro tema importante di questo campo. Quest’altra meditazione è stata curata dal Rettore del Seminario – don Angelo Milone –. Anche il profeta Geremia come Mosè, si sentiva uno strumento inadeguato, perché giovane e quindi privo di esperienza ed anche per la timidezza nel diffondere la Parola di Dio fra le genti del tempo.

La figura di Giovanni Battista (Gv 1, 29-34) è stata affrontata dal padre spirituale del Seminario – don Rosario Gulisano –. Con questa Lectio Divina abbiamo capito come Giovanni Battista non presume di conoscere Gesù, perché solo il Padre può farcelo conoscere.

L’ultima Lectio Divina è stata anch’essa formativa, perché si parlava delle due sorelle Marta e Maria (Lc 10, 38-42). In Marta s’intravede un aspetto di accoglienza verso Gesù, mentre in Maria si riesce a scorgere l’aspetto dell’ascolto di Gesù.

Oltre ai brani della Bibbia, ci siamo soffermati anche su alcune figure contemporanee come: don Lorenzo Milani, Beata Chiara Luce Badano e il magistrato Rosario Livatino.

Non è mancato il momento della tradizionale scalata, che quest’anno si è svolta sul monte Pomiciaro, con il padre spirituale, noi ragazzi e un geologo di Fiumefreddo, che ci ha illustrato l’evoluzione del monte Etna dagli albori fino ai nostri giorni.

Questo campo credo sia servito a noi tutti come strumento, per discernere sempre di più la vocazione alla quale siamo chiamati, abbandonandoci a Dio e affidandoci alla Beata Vergine Maria.

 

Sebastiano Guarrera